LA NOSTRA INDICAZIONE DI VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI

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Si avvicinano le prossime elezioni politiche nazionali – anche Regionali per la Lombardia – e , come un copione già visto, assistiamo alla solita propaganda dei vari partiti alla ricerca del consenso.

Pd, lista Monti e Berlusconi, cioè coloro che fino a ieri hanno governato insieme approvando le manovre di macelleria sociale, oggi fanno finta di avere visioni opposte nel tentativo di andare al potere; niente di nuovo, ci viene da dire.

Se analizziamo le liste che si contendono il governo, notiamo come gli interessi di tutte le classi sociali più abbienti siano ben rappresentati all’interno di esso. Per quanto riguarda gli studenti, i disoccupati, i cassintegrati, gli operai e tutti gli sfruttati da questo sistema, al contrario non esiste una reale rappresentanza.

Il PD, che attualmente rappresenta gli interessi di una buona parte della borghesia industriale e finanziaria, è il partito in vantaggio per la vittoria delle elezioni. Forte dell’appoggio della CGIL e dell’alleanza con SEL, cercherà di catalizzare intorno alla coalizione di centro-sinistra i voti dei pensionati e di una parte dei lavoratori legati al sindacato confederale, oltreché di una parte di piccola borghesia “illuminata” che gira intorno a SEL. In particolare, proprio del partito emanazione del guru Vendola non possiamo dimenticare la vicinanza e la complicità con la famiglia Riva, i padroni dell’Ilva, emersa con chiarezza dalle indagini della magistratura. È chiaro che quelle indagini non fanno altro che confermarci ciò che già risultava evidente dai fatti.

Non ci stupisce che l’alleanza di centro-sinistra, al di là della resistenza di facciata di Vendola per evitare migrazioni di voti, strizzi l’occhio alla lista Monti per un futuro governo comune.

Sappiamo bene come nell’idea iniziale la lista Monti doveva rappresentare quello che avrebbe dovuto essere il partito dei padroni, operazione non riuscita a Montezemolo & Co. perché privi di una struttura di partito e di uomini disposti a entrare in prima persona. Non è un caso che a fianco di Monti si siano schierati personaggi come Ichino, uno dei teorici della precarietà e dello sfruttamento dei lavoratori e di conseguenza dell’aumento dei profitti per i padroni.

Dall’altra parte la Lega e il PDL, ridimensionati dalle inchieste sulla corruzione, provano a ritornare in scena e lo fanno come sempre: con il populismo (le grandi balle berlusconiane tese a infinocchiare gli ingenui pensionati) e cercando di ricompattare intorno a sé una parte di piccola borghesia nazionalista storicamente legata alla destra fascista.

Rimane poi l’incognita Grillo che porta via un po’ di voti a tutti gli schieramenti puntando su di un populismo in salsa fascista che nei fatti mostra poca sostanza per governare. A prova di ciò basta vedere il programma del movimento e nella pratica cosa stanno combinando i grillini a Parma, dove alle prese con le contraddizioni del sistema, hanno fatto passare provvedimenti simili agli altri partiti (come ad esempio i tagli di servizi, gli aumenti delle rette nelle scuole materne e la gestione dei lavoratori del teatro) nonostante continuino a professarsi “diversi” dagli altri. È la solita balla dell’antipolitica, una visione retorica e innocua ai poteri borghesi, fumo negli occhi di quegli strati popolari che solo prendendo in mano il proprio destino, staccando i propri interessi da quelli degli oppressori e dei parassiti, possono rappresentare una forza reale di superamento dell’attuale stato di cose.

In ultimo lasciamo la Rivoluzione Civile di Ingroia, l’ennesima alleanza “a perdere” della sinistra istituzionale italiana, ovvero: il magistrato Antimafia portatore sano del legalitarismo istituzionale, rappresentante di quella giustizia che ogni giorno calpesta i diritti dei più deboli.

Il fallimento per la nuova formazione è scontato, basta andare a vedere i nomi in lista e il programma fatto di parole senza sostanza (ridistribuire la ricchezza, eliminare l’IMU sulla prima casa, la patrimoniale sulle grandi ricchezze, riforme improponibili a chi non detiene il potere reale); potranno anche superare il 5% e Ingroia potrà continuare a ripetere che è contro la Tav, contro le guerre, contro la precarietà, ecc. Che faccia tosta se poi in realtà entreranno in parlamento gli stessi personaggi che nelle scorse legislature hanno votato a favore della TAV (questione di tattica, ci dicono!), le guerre e il loro rifinanziamento (perché altrimenti ritorna Berlusconi…), le leggi che hanno introdotto la precarietà e via di questo passo. Una eventuale vittoria, tra l’altro, non farebbe altro che portar maggior forza al partito dei giustizialisti, e ci sembra miope non vedere questo possibile esito elettorale, all’interno di una coalizione che vede Di Pietro, De Magistris e Ingroia come gli esponenti più in vista di questo nuovo cartellone. Lo stesso De Magistris è stato il più bravo ad applicare a Napoli la politica del bastone e della carota, sia rispetto ai movimenti, sia nelle fasce larghe del malessere dei proletari ed in generale del disagio sociale.

Da un lato le dichiarazioni di solidarietà agli operai di Pomigliano ed alcune lotte cittadine e nazionali (Ilva, NoTav, Palestina), dall’altro una politica ancora una volta incentrata esclusivamente sulla valorizzazione mediatica del centro storico e dei quartieri della Napoli “bene”, rispetto al totale abbandono delle periferie e dei quartieri più popolati. Tutto questo in un’ottica esclusivamente di propaganda, proiettata proprio a questa tornata elettorale.

Emanazione regionale (in Lombardia) dei “civilmente rivoluzionari” è la lista “Etico a sinistra”, un calderone dove volti noti alla sinistra “extra-parlamentare” e “di movimento” fingono di fare i nostri interessi con proposte all’apparenza valide, ma da essi non raggiungibili (come il reddito minimo garantito). Se andiamo ad approfondire si capisce subito che sono solo delle “trappole” per attirare voti di “compagni” che vengono illusi e abbagliati da questi soliti e ormai noti opportunisti. Vogliono creare occupazione con un piano per il lavoro e l’ambiente che consisterebbe in risparmio energetico, e rinnovabili, sicurezza del territorio e mobilità sostenibile. Tutta fuffa elettorale.

Vogliamo ribadire il fatto che noi non siamo ideologicamente contro il voto, anzi pensiamo che in alcune circostanze, con un partito che rappresenti gli interessi delle classi sociali più deboli, il voto possa avere un senso se esce dal parlamento, ma non è proprio questo il caso…

Il quadro che abbiamo esposto sopra è per noi reale ed oggettivo perché rappresenta lo specchio della società attuale nel quale da una parte troviamo una borghesia industriale, finanziaria e parassita, che pur con alcune divisioni è coesa nel portare avanti le riforme per salvaguardare i propri interessi, mentre dall’altra siamo di fronte a una classe lavoratrice completamente disorientata, divisa e priva di qualsiasi riferimento,succube dei padroni e di tutte le forze politiche di destra e di sinistra che ancora una volta non potranno far altro che colpire i lavoratori, nei diritti e nel salario, per fargli pagare la crisi.

Noi non abbiamo soluzioni o ricette da proporre, ma siamo fermamente convinti, oggi più che mai, che l’unica soluzione per migliorare le nostre condizioni in questo momento non sia il voto. Il voto in queste condizioni è uno strumento che può creare solo illusioni e scoramento, mandando qualche opportunista a scaldare le poltrone a discapito di un arretramento dei movimenti di lotta.

Per quanto ci riguarda noi continueremo il nostro lavoro nel sostegno e nella costruzione di vertenze operaie e nelle lotte sul territorio, consapevoli che solo in questo modo riusciremo a salvaguardare i nostri interessi di lavoratori quotidianamente derubati di tempo, salute e salario per il profitto altrui.

Non ci stancheremo certo di lavorare per costruire un fronte di lotta ampio che porti alla costruzione di quel partito di classe che ci permetta di superare questo modello sociale basato su sfruttamento, guerra e povertà.

Per questi motivi alle prossime elezioni a livello nazionale e in Regione Lombardia, noi non andremo a votare per nessuno, perché nessuno in questo momento rappresenta gli interessi di lavoratori, precari, disoccupati, studenti e pensionati.

 

ABBANDONIAMO L’ILLUSIONE DEL VOTO!

COSTRUIAMO LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE POLITICA!

Collettivo La Sciloria – Rho (MI)

Laboratorio Politico Iskra – Napoli

2 pensieri su “LA NOSTRA INDICAZIONE DI VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI

  1. Dissento totalmente da questo atteggiamento anarchico. Paragonare Ingroia e De Magistris al Nano e a Bersani è di una superficialità incredibile. Seguo sempre con molta attenzione e ammirazione le iniziative di lotta e spesso mi è capitato di venire a bere una birra e a cenare con voi, e continuerò a farlo, ma cazzarola, non si può dire “sono tutti uguali”!! Avete l’atteggiamento dei tifosi di calcio: sugli spalti sono tutti bravi a criticare chi è in campo.
    Saluti Comunisti.

  2. Ciao, ci sembra che sia chiaro nell’articolo che la nostra posizione non è ideologicamente contro il voto e la presenza di una rappresentanza anche in un parlamento borghese come questo. Quello che vogliamo esprimere con questo post è piuttosto una denuncia di come le liste che si presentano oggi per entrare in parlamento o governare rappresentino in fondo interessi opposti a quelli di chi oggi subisce le politiche neoliberiste di “uscita dalla crisi”. Se presti attenzione alle nostre argomentazioni vedrai che la nostra critica non si limita ad un semplice “sono tutti uguali” come ci dici. Anzi, abbiamo cercato di analizzare la fase attuale e soprattutto i programmi elettorali delle varie liste in gioco.
    Ciò che più ci colpisce è paragonarci ai tifosi di calcio, vogliamo però utilizzare proprio il tuo paragone per risponderti: se noi siamo i tifosi, che crediamo abbiano tutto il diritto di contestare la propria squadra e la dirigenza, allora chi scende in campo sono i calciatori che vivendo sulle spalle dei tifosi e della loro passione guadagnano stipendi per noi impensabili!
    Detto questo per noi “essere in campo” vuol dire supportare le lotte operaie al di fuori di altri interessi se non quelli di classe, ovvero portare, laddove il conflitto capitale/lavoro si sviluppa, posizioni diverse da quelle della concertazione, che oltre ad un arretramento per i diritti dei lavoratori, nasconde all’interno l’opportunismo parassitario di chi facilita i licenziamenti, le casse integrazione etc. Spesso questi funzionari sindacali entrano poi nelle liste elettorali della cosiddetta sinistra.
    Oltre a ciò crediamo, tenendo conto delle forze a disposizione, di svolgere un lavoro coerente sul territorio, utilizzando la nostra sede per creare una socialità slegata dagli interessi del profitto. La battaglia culturale e aggregativa è per noi sempre più necessaria.
    Speriamo di avere l’occasione di confrontarci con te su tutto e senza alcun pregiudizio proprio durante una di queste iniziative…
    Un saluto.

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