GIOV. 1′ MAGGIO CORTEO A BOLOGNA – ORE 15 PIAZZA DELL’UNITA’ –

primo_maggio

Quest’anno Il 1′ Maggio saremo al Corteo organizzato dal S.I. Cobas, a cui aderiscono realtà a livello nazionale.                                   Abbiamo scelto, insieme al coord. milanese a sostegno della lotta nella logistica, di costruire uno spezzone all’interno di questa manifestazione lanciata per rafforzare le lotte del settore e cercare di allargarle ad altri.

Insieme ad altre realtà, durante il 1′ Maggio abbiamo sempre costruito a Milano momenti che rafforzassero lotte in corso o processi organizzativi di coordinamenti operai. Percorsi di crescita e organizzazione che oggi vedono un proletariato immigrato rivendicare con forza ed ottenere: diritti e ingenti aumenti salariali nel settore della logistica.

Oggi la sfida che abbiamo davanti è quella di portare questo percorso di lotta a collegarsi ad altri settori di lavoro, ai precari, ai disoccupati e agli studenti.

Questo 1′ Maggio essere a Bologna, secondo noi,  significa iniziare a porre con forza questa sfida che ci auguriamo venga raccolta da pezzi sempre più ampi di classe e realtà organizzate.

Invitiamo realtà di lotta, Compagni, lavoratori, Disoccupati, precari e studenti a unirsi a noi.

COLLETTIVO LA SCILORIA

Di seguito il volantino del coordinamento a sostegno delle lotte nelle cooperative dell’area metropolitana milanese,

da Milano Pulman per Bologna:

MILANO, ore 11.30 da Piazzale Corvetto ( per info e prenotazioni Gino 3332000697)

Per l’unità dei lavoratori contro il job act e il caporalato di stato del nuovo governo della borghesia

Da ormai più di cinque anni i vari governi delle larghe intese ci ripetono che l’unica via d’uscita dalla crisi è quella della flessibilità e della precarizzazione dei lavoratori, unite a continue misure di austerity in campo economico e sociale. In questo modo vogliono farci credere che gli interessi dei lavoratori italiani ed immigrati siano legati al rilancio dell’economia capitalistica nazionale, e che il nostro sudore e il nostro sfruttamento porterà inevitabilmente ad una ripresa del benessere senza distinzioni di classe. Ci dicono anche, da anni, che una maggiore precarietà aumenterà i posti di lavoro, che tocca a noi proletari fare i sacrifici per il “ bene della nazione”.

Questa volta è il turno del governo di larghe intese guidato dal “giovane innovatore” Matteo Renzi che, con metodi da marketing aziendale, sta imponendo alla forza-lavoro l’ennesima legge anti-operaia (forse la più pesante della storia) in linea con quanto fatto nel settore dai vari governi europei. Come ministro del lavoro troviamo Giuliano Poletti non a caso già a capo di Lega Coop, settore nel quale il caporalato è legge da anni.

Questo provvedimento sfrondato dalle belle parole utilizzate per indorare la pillola precarizzerà a vita i giovani e tutti i lavoratori, aumentandone la ricattabilità con l’eliminazione dell’obbligo della causale per i contratti a termine, e toglierà a milioni di lavoratori ogni tutela dal punto di vista legale e giuridico, rendendo così possibile ogni forma di sopruso nei luoghi di lavoro.

Ancora una volta quello che ci viene venduto come ricetta per la ripresa dell’occupazione in Italia altro non è che un’arma puntata alle nostre tempie per toglierci diritti e abbassare i salari, mantenendo intaccati i profitti di padroni e banche, raccogliendo infatti il plauso di confindustria e sindacati confederali. Le 80 euro promesse sono infatti il contraltare economico alla perdita di diritti che rappresenta un nuovo e pericoloso modo di tacitare il conflitto sociale abolendo in linea di tendenza ogni forma di contratto nazionale e prefigurando un’idea di società “privatizzata” come quella USA.

Questo è la prospettiva da perseguire per la classe padronale e il suo nuovo “giovane” governo, mentre per quello che ci riguarda assistiamo ad un proletariato ancora addormentato che si piega in linea generale agli interessi padronali accettandone, per il momento, il ruolo imposto di subordinati. Un proletariato ancora privo di autonomia politica di classe, che ad oggi non riesce ancora a rispondere colpo su colpo agli attacchi frontali del padronato, neanche nel campo della lotta economica, dove le vertenze aziendali rimangono isolate una dall’altra e dove sindacalisti burocrati delle sigle confederali puntualmente svendono la pelle di operai passivi e inermi. Ovvio è che in questo contesto, i padroni si sentano liberi di scaricare tutto il peso di questa crisi sulle spalle di chi lavora senza trovare la minima resistenza.

Per questo oggi, nella giornata di lotta internazionale dei lavoratori, abbiamo scelto di scendere in piazza a fianco dei facchini della logistica in lotta che, organizzati dal S.I. Cobas da ormai cinque anni, tracciano un percorso in contro tendenza rispetto alla passività generalizzata diffusa ormai nel proletariato: le forme radicali di lotta, la solidarietà dal basso che puntualmente supporta ogni sciopero e le parole d’ordine di miglioramento delle condizioni di vita, sono per noi contenuti attorno ai quali ricostruire una reale opposizione di classe. Estendere questo esempio a tutti i settori e delineare collegamenti tra le realtà oggi in lotta è per noi il primo passo per rispondere, come classe, agli attacchi padronali e governativi.

Sabato 1° maggio invitiamo tutti e tutte a partecipare al corteo a Bologna concentramento alle 15 in Piazza dell’unità.

Venerdì 9 maggio invitiamo a partecipare all’ udienza con partecipazione di tutti gli imputati, al tribunale di B. Arsizio per il processo per la lotta alla Bennet di Origgio.

Coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative

dell’area metropolitana milanese

 

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