LA SCILORIA CON I 15 LICENZIATI ALLA FRIGOSCANDIA

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Da qualche settimana come collettivo la Sciloria siamo impegnati, insieme al si Cobas, nella vertenza contro i 15 licenziamenti alla Frigoscandia di Cornaredo.

Il 31 Marzo nell’azienda (che si occupa di logistica dei surgelati) e’ avvenuto un cambio di cooperativa. Gli stessi padroni liquidano la coop Cogema e riaprono la coop Ibs in modo da non pagare tfr,contributi,ecc.
Ed eliminare, Grazie a un’accordo con la CGIL, 15 lavoratori con una scusa su improbabili incongruenze di orario di lavoro. Due piccioni con una fava: riduzione dei facchini e aumento dei profitti perché gli 80 rimasti fanno straordinari ( non tutti pagati ) a più non posso.
La stessa CGIL in tutti questi anni ha permesso: pagamenti in nero su carte prepagate, furto sugli straordinari, ruberie sulla busta paga, mancanza totale di sicurezza e orari che vanno dalle 12 alle 16 ore.

Una storia di ordinario sfruttamento nel mondo delle cooperative della logistica, cose che ormai vediamo quotidianamente e che segnano il futuro per tutti i lavoratori.
La faccia brutale, nuda e cruda del JOB act, che in termini più raffinati si chiama massima flessibilità, bassi salari e completa disponibilità nei confronti del padrone.

Ancora una volta dobbiamo rilevare, come dai facchini arriva un segnale di controtendenza rispetto a quello cui siamo abituati.

Mentre in ogni settore assistiamo a tagli salariali e licenziamenti, nella logistica Grazie alle lotte di questi anni, si Cobas e Adl Cobas, stanno firmando accordi che prevedono ingenti aumenti salariali e conquista di diritti.

Ai licenziamenti come il caso ikea, Granarolo e i più recenti Frigoscandia o Carrefour. Si risponde con la lotta, non si sale sui tetti, non si occupano capannoni vuoti, non si fanno appelli a nessuno e non si rimane pura rappresentanza di una classe sconfitta.                                                                                                                                                                                                                     Si mette in campo la solidarietà operaia e partono scioperi con blocchi, che durano tante ore e nottate intere.

Non si arretra di un solo passo davanti a cariche della polizia, agli arresti e alle denunce. Cresce nella lotta la consapevolezza, da parte dei facchini, di appartenere a una classe, di poter contare solo sulla solidarietà di classe dei propri compagni e che sia che si vinca o che si perda non usciremo sconfitti dallo scontro.
I nemici sono tanti e ben organizzati a partire dai padroni passando dai sindacati confederali, la mafia, fino alla polizia e alle istituzioni. Tutti insieme contro i lavoratori.

Solo Da qui, dai cancelli della Frigoscandia, della Carrefour e di tutte le logistiche in lotta può partire il segnale per invertire la rotta, per costruire unità e organizzazione, per opporci alle politiche padronali e dei governi.

Dobbiamo superare i vecchi schemi interni a una sinistra ormai abituata alla sconfitta, uscire dalle pratiche della solidarietà di rappresentanza e schierarsi dalla parte dei lavoratori con tutte le forze fisiche e politiche a disposizione.

Solo così non saremo più destinati alla sconfitta.

 

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