CONTRO ARRESTI E PERQUISIZIONI PREVENTIVI, SOLIDARIETA’ ALLA LOTTA NO TAV !

libertà per tutti i notavScagliare pietre o razzi contro i poliziotti, per la magistratura, corrisponde ad un atto di “terrorismo” per sovvertire le istituzioni “democratiche” dello stato.                                                                                Sono indagati anche gli ambientalisti per procurato allarme per aver diffuso un documento di denuncia su comportamenti non ritenuti regolari in una zona di frane della Maddalena.

Il ministro dell’interno, Alfano Angelino, aveva già annunciato che avrebbe richiesto il pugno duro contro i no tav.

Fare sciopero e bloccare le merci nella logistica corrisponde ad un reato penale, anche se dall’altra parte del cancello ci sono mafiosi ed evasori, a cui lo stato dice, ma lo dice solamente, di dare la caccia.  Per questo 22 compagni sono accusati, dai magistrati fascisti di Busto Arsizio, nel processo di Origgio di “crimini infamanti”: non aver avvisato il questore tre giorni prima di fare l’assemblea o di organizzare lo sciopero, di aver occupato una strada chiusa, ecc.

In tutte le azioni di lotta e scioperi fatti dai giovani e dai lavoratori in Italia, per avere una casa, un posto di lavoro o un salario, piovono accuse di  aver commesso reato.

Allo stesso modo le masse (centinaia di migliaia) che hanno occupato il gezy park di Istanbul per il loro governo sono terroristi.

Anche le masse di lavoratori egiziane, che in questi giorni  lottano contro tutti i regimi e i loro rappresentanti borghesi, sono tacciati di violenza e terrorismo.

Berlusconi, che utilizza il suo enorme  potere economico e politico, per influenzare magistratura e il parlamento,  non è un eversivo ma un santo.

La violenza è nella viscere di questo modello sociale che non è più in grado di soddisfare i bisogni elementari dei lavoratori e del popolo.

Queste azioni preventive dello stato, attraverso i partiti che lo dirigono, mirano a incutere paura alle masse di lavoratori, di giovani e di precari, che con le loro lotte  mettono in discussione il sistema.

Lo stato utilizza tutto l’armamentario legale, oltre che repressivo diretto, per inquisirei lavoratori e i le avanguardie coscienti. Come i fogli di via al coord. Naz si cobas, la commissione di garanzia che dice che il latte non si può bloccare, come bene di prima necessità anche se fa male, per far piacere al padrone Granarolo.

Tutto questo armamentario statale non fermerà la lotta delle masse che la crisi metterà in movimento contro questo governo il suo stato.

Certo, per rendere effettive e concrete le lotte non può bastare l’azione di lotta anche se di massa. Come compagni abbiamo il compito e la necessità di trovare forme politiche di espressione del malcontento generale, senza per questo fondare l’ennesimo partito sedicente comunista incapace di intervenire e organizzare le lotte ma piuttosto trovando le questioni materiali che ci possono collegare alla classe “dal basso”. Questa è la migliore risposta allo stato che reprime, l’organizzazione sindacale e politica del proletariato che lotta. Solo su solide fondamenta le lotte di classe possono resistere all’urto della reazione di stato.

Oggi dalle lotte reali è necessario costruire unità politica, un buon punto di partenza può essere proprio un corteo nazionale contro la repressione e per la solidarietà tra militanti.

COLLETTIVO LA SCILORIA – RHO –

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