Il cinema come momento di socialità e cultura

422777_618529921494518_455926457_nDa un anno e mezzo abbiamo aperto al territorio, ai lavoratori e alla cittadinanza in generale uno spazio sociale nella frazione rhodense di Biringhello.                                          Da subito il nostro obiettivo è stato quello di costruire attorno a questo spazio fisico momenti di aggregazione e socialità che rompessero gli schemi imposti dalla società dello sfruttamento e del profitto.

Per questo oltre agli affermati pranzi popolari con concerto pomeridiano abbiamo iniziato alcune attività settimanali che con il supporto e la partecipazione di compagni e amici sono diventate appuntamenti fissi della nostra programmazione settimanale.                                                                                                                                                                         In questo senso intendiamo e organizziamo la palestra di boxe antirazzista, i concerti, le presentazioni di libri e le iniziative varie di approfondimento culturale e politico, senza dimenticare lo sportello lavoro, strumento necessario per collettivizzare problemi, conflitti e lotte che nascono nei luoghi di lavoro. L’apertura verso il territorio che ci ospita e da qui la costruzione di momenti di socialità e cultura slegati dall’ottica del profitto sono per noi obiettivi che rientrano nel percorso politico più ampio che abbiamo intrapreso.

Ci siamo però accorti di una grave lacuna tra le nostre attività: il cinema. E’ nata così l’idea di riprendere gli appuntamenti di cineforum presso la Corte Popolare di via Umbria, 8.

Siamo convinti infatti che la “settima arte”, forse più delle altre per la propria immediatezza e popolarità, possa concentrare in se temi sociali e politici rendendoli fruibili. Soprattutto se  la proiezione avviene in contesti che non intendono commercializzare e creare profitti dalla proiezione del film, così come avviene ormai nelle grandi catene di multisala nate sul modello americano, dove un biglietto costa 8 euro, i lavoratori sono iper-precari e pubblicità interminabili infestano l’attesa per l’inizio del film.

La scelta del tema della prima rassegna:

L’imperialismo rappresenta un elemento bieco del sistema del capitale, ovvero lo sfruttamento di intere popolazioni e territori assoggettati ai profitti degli stessi capitalisti industriali e finanziari che in patria rendono la vita delle classi sfruttate e oppresse un calvario sia nei governi autoritari che nella democrazia borghese. A maggior ragione in questa fase di crisi che ci vede derubati di diritti e reddito.

Per questo l’anti-imperialismo, è uno dei filtri che quotidianamente utilizziamo nell’analisi e nella lotta contro la società contemporanea, un cardine della nostra pratica politica che dal nostro quartiere o luogo di lavoro deve estendersi anche agli scenari più ampi. Il nostro terreno di lotta è il mondo intero.

Il tema del cineforum nasce proprio da questa caratteristica imprescindibile del nostro dna. E’ chiaro che a nessuno di noi interessa riempire eccessivamente di significati politici quello che deve essere anche un momento di svago e crediamo che tutti i titoli scelti abbiano questo pregio. Buona visione!

Segue una breve sinossi dei titoli scelti:

QUEIMADA di Gillo Pontecorvo 4 aprile ore 21

In un’isola immaginaria delle Antille e in un ipotetico Ottocento, sir William Walker, agente britannico, dà una mano a un giovane rivoluzionario nell’abbattere il dominio portoghese, ma lo liquida quando vuole l’indipendenza anche dagli inglesi. Sulla scia del successo internazionale di La battaglia di Algeri e su sceneggiatura di Franco Solinas e Giorgio Arlorio, Pontecorvo innesta in un corposo racconto di avventure un discorso ideologico e politico in chiave marxista che intende spiegare che cosa è stato e che cosa è il colonialismo nelle sue varie forme. Con Marlon Brando.  Fotografia di Marcello Gatti, musiche di E. Morricone. Al medesimo personaggio è ispirato Walker (1988).

UOMINI SENZA LEGGE di Rachid Bouchareb 18 aprile ore 21

Dopo aver perso la loro casa in Algeria, tre fratelli si dividono e vanno a vivere in paesi diversi del mondo. Messaoud si unisce all’Esercito francese, impegnato a combattere in Indocina; Abdelkader diventa un leader del movimento di indipendenza algerino; Saïd si trasferisce a Parigi per cercare fortuna nei club e nei locali dove si combatte la boxe di Pigalle. Gradualmente, i loro destini tornano ad incrociarsi nella capitale francese, dove la libertà è una battaglia da combattere e vincere. 

IL LEONE DEL DESERTO di Omar Mukhtar 2 maggio ore 21

Libia 1929-31. Il governo italiano deve far fronte alla guerriglia che i beduini Senussi sotto la guida di Omar Al-Mukhtar, insegnante di professione e ribelle per dovere _ conducono in Cirenaica contro la colonizzazione italiana e la rinascita dell’impero romano in Africa (la Quarta Sponda). Mussolini nomina il generale Rodolfo Graziani (Reed) governatore di Libia e gli mette a disposizione un esercito moderno, il primo che, nella storia delle guerre coloniali, usò autoblindo, carri armati e aerei. Seguendo una strategia predisposta dal generale Pietro Badoglio (non nominato nel film), Graziani deporta le popolazioni di pastori seminomadi, fa distruggere il loro bestiame e costruire un reticolato di 270 km al confine con l’Egitto. Organizza campi di concentramento dove regnano denutrizione, stenti, epidemie e soffoca nel sangue la ribellione. Al-Mukhtar fu impiccato. Scritto da H.R.L. Craig. Fotografato in Cinemascope dal britannico Jack Hildyard (Il ponte sul fiume Kwai) e musica altisonante di Maurice Jarre, costato 25 milioni di petro-dollari, è un war film con tutte le carte (e gli stereotipi) in regola. 

QUIEN SABE? di Damiano Damiani 9 maggio ore 21

Incaricato di uccidere un generale messicano rivoluzionario, un sicario nordamericano si aggrega a una banda di ribelli. Ma il capo della banda scopre la sua identità. Buon esempio di “spaghetti-western” _ è uno dei migliori film di Damiani _ con un esplicito discorso sociopolitico e un minimo di volgarità violenta, grazie all’impegnativa sceneggiatura di Franco Solinas (su soggetto di Salvatore Laurani) e ad attori (El Chuncho di Volonté, El Santo di Kinski, ma anche El Niño di Castel), rievocazione ambientale (girato in Almeria con pochi mezzi) e ritmo dell’azione. Fotografia: Tony Secchi, Claudio Rangona. Musica: Luis Bacalov. Ridotto di 17 minuti dalla censura.

I film saranno proiettati alla Corte Popolare di via Umbria 8 a Rho

Collettivo la Sciloria

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