PUBBLICO IMPIEGO: GRECIA CHIAMA ITALIA.

Alla fine del mese di giugno ’12 il governo  varerà la spending review per recuperare otto miliardi di euro entro dicembre. La  relazione del super commissario Bondi prevede di attaccare tutto il settore pubblico e soprattutto il settore sanitario, dove si parla di un ticket, progressivo o secco,  che andrebbe a colpire  i più poveri.

La crisi morde e la necessità dello stato di togliere soldi ai poveri e ai lavoratori è una condizione per loro necessaria ma non sufficiente a risolvere il problema del loro deficit.

Ci hanno tolto le pensioni, la liquidazione la vedremo dopo tre anni, i contratti sono bloccati, l’Art. 18 verrà applicato anche ai dipendenti pubblici, ma ancora non basta, ci vogliono i licenziamenti mascherati dalla mobilità, ed eccoli che arrivano con la spending  review, i tagli alla spesa, quelli del personale dipendente.

Il governo Italiano non aspettala Grecia, vuole giocare d’ anticipo, come ha fatto con le pensioni e come sta per fare, se ci riesce, con l’art.18 e la riforma del lavoro, per questo a fine mese si concretizzerà lo spauracchio della cassa integrazione  e della riduzione di stipendio per tutti i dipendenti pubblici facendola passare come lotta agli sprechi, come in Grecia.

L’introduzione dei ticket sanitari in base al reddito, da10 a180 euro per i day hospital e da10 a200 euro per i ricoveri, provocherà un ulteriore impoverimento per 42.000 famiglie dopo che nel 2011 il 58% degli italiani ha sborsato, il 18% in più in termini di maggior soldi pagati per analisi, dentista e visite,                   (ricerca censis).

Dai sindacati confederali e autonomi non ci possiamo aspettare una difesa vera dei posti di lavoro, il memorandum firmato a maggio con il governo(dopo quello firmato con La confindustria per i privati per derogare i contartti)  parla chiaramente  di gestire insieme ai ministeri  i licenziamenti prossimi, anzi ne avranno già parlato.

E’ necessario respingere questa ennesima manovra del governo, perché non sarà mai l’ultima, che fa pagare  ai lavoratori pubblici e privati il taglio della spesa e della crisi.

Ma per poter respingere quest’attacco frontale è necessario perdere le illusioni che ci possa essere una soluzione alla crisi. Questo è un sistema economico che non riesce più a trovare il bandolo della matassa e che ci porterà, sempre più, verso il baratro della guerra.

Prendiamo esempio dalle lotte che si stanno sviluppando nelle coop. della logistica per costruire un coordinamento di lavoratori della sanità per collegarsi con tutti i settori sociali senza guardare il colore della pelle, siamo tutti sfruttati allo stesso modo, ci impoveriscono tutti allo stesso modo.

Quando i lavoratori lottano e si organizzano fanno paura ai borghesi e allo stato.

Il nostro tempo è adesso!

Auto-organizziamoci!

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