CI STANNO FACENDO PAGARE TUTTO, CREIAMO LE CONDIZIONI PER FARGLIELA PAGARE CARA!

 

In queste poche righe diamo alcuni dati per fare un punto sulla situazione generale a cui la crisi del capitalismo è arrivata e a cercare di capire quali compiti ci aspettano nell’immediato e nel futuro.

PIL E CONSUMI .

L’ultimo scritto di Antonio Carlo “CAPITALISMO 2011: DECOMPOSIZIONE IN ATTO.” da cui prendiamo i dati  ci fornisce una fotografia limpida sulla situazione economica.

La crisi strutturale che investe il mondo capitalistico mondiale sembra non risolversi più, ogni settimana escono dati che ci confermano il trend negativo che sta portando il capitalismo al collasso: consumi in continuo calo e pil fermo con previsioni di recessione, sono il sintomo più immediato.

Le previsioni italiane di crescita economica di inizio 2011 davano una crescita del pil intorno all’1% per poi essere dimezzata alla fine dell’anno allo 0,5% , mentre per il 2012 si prevede una crescita dello 0,1% rispetto alla precedente stima dell’1,3 %, secondo l’OCSE  nel 2012 l’Italia entrerà in recessione con un calo dell’0,5% .

Il quadro dell’andamento economico viene confermato dal calo dei consumi le cui statistiche ci dicono che metà delle famiglie fa fatica ad arrivare a fine mese: Il 15% deve intaccare i propri risparmi , i 6,1% è costretto a chiedere aiuti e prestiti, Nove nuclei su 10 potrebbero non reggere ad uno choc economico inatteso,mentre già 1 su 4 non sa come affrontare spese impreviste.

 

SALARI E DISOCCUPAZIONE.

 

Il quadro tracciato sopra ci viene confermato dall’andamento dei salari e dall’aumento della disoccupazione.

 

I salari nel corso degli ultimi 10 anni hanno perso circa 6.000 euro , questa perdita è avvenuta da una parte per l’abbassamento del costo del lavoro in seguito al taglio dei salari, all’aumento delle ore lavorate e all’aumento della precarietà, mentre dall’altra è avvenuta  a seguito dell’inflazione , per fare un’ esempio : l’istat ci dice che a settembre a fronte di una crescita dei salari pari all’1,7% su base annua l’inflazione è cresciuta del 3%.

Buona parte del potere d’acquisto perso dai salari è andato a finire nei profitti dei padroni che ovviamente nella crisi guadagnano.

 

Sulla disoccupazione i dati che vengono forniti dai media sono sempre falsati al ribasso , guardando ancora una volta i dati di Antonio Carlo la situazione ci appare molto diversa.

La disoccupazione ufficiale di fine anno si attesta all’8,5% ma l’istat nelle sue statistiche non calcola i lavoratori scoraggiati, quelli che non cercano più un lavoro ma lo vorrebbero, che sono 2,7 milioni (l’11,1% della forza lavoro), quindi se calcoliamo i disoccupati e gli scoraggiati siamo a circa 5 milioni 1/5 della forza lavoro. Infine Se calcoliamo che i cassaintegrati e chi durante l’anno ha avuto un contratto a tempo determinato di qualche mese  sono calcolati come occupati la massa di disoccupati crescerebbe ulteriormente.

COSA CI ASPETTA?

Abbiamo voluto dare alcuni dati per rendere chiara quale situazione ci si prospetta per l’immediato futuro, nel quale la crisi continuerà a manifestarsi in maniera sempre più violenta e il governo Monti che è  la rappresentanza politica della borghesia nazionale , in quanto tale, attuerà tutta una serie di riforme per cercare di salvaguardare i profitti e gli interessi della classe che rappresenta , quindi il governo monti sta facendo lotta di classe e siamo convinti che la intensificherà colpendo ovviamente le classi sociali più basse.

Lo vediamo come da settimane stanno preparando il terreno ideologico con continui attacchi mediatici nel quale sbeffeggiano i lavoratori, i disoccupati,gli studenti e i pensionati , per aprirsi la strada all’attuazione concreta delle riforme in particolare quella sul lavoro , se come lavoratori  non capiamo che la posta in gioco è alta e che quella in corso è una lotta che va combattuta su un terreno di classe ,continueranno a ridicolizzarci e ci schiacceranno facendoci tornare indietro di decenni. 

Sul territorio sono in atto diverse lotte contro la chiusura di fabbriche o come all’esselunga di Pioltello e nelle cooperative contro lo sfruttamento selvaggio ei licenziamenti politici, queste ultime ci hanno dimostrato come l’unità e la determinazione operaia può vincere le battaglie.

D’altra parte non possiamo non vedere il senso di isolamento e sconfitta con cui troppi lavoratori affrontano i licenziamenti o gli attacchi alle condizioni di lavoro, regna ancora la paura e l’individualismo nell’affrontare un futuro che non sarà più come il passato , le briciole con cui il sistema ha comprato la pace sociale di questi anni sono finite, la disoccupazione e la precarietà estrema sarà una condizione col quale dovremo fare conti per moltissimi anni.

Non vogliamo apparire come catastrofisti , stiamo solo descrivendo una situazione nel quale anche molti di noi si trovano, e crediamo che ci sia solo una strada da percorrere per affrontare la situazione odierna: quella dell’autorganizzazione ,della lotta di classe e del superamento di questa società.

Dobbiamo liberarci di chi a destra e a sinistra agita spauracchi nazionalisti mettendoci in concorrenza con i lavoratori di altri paesi o proponendo soluzioni di uscita dalla crisi sclusivamente nazionali, dobbiamo dire basta a chi riduce il conflitto a mera  spettacolarizzazione per apparire su giornali e televisioni, la lotta va affrontata subito ed entrando nel vivo delle contraddizioni spazzando via chi in questi anni ha fatto da tappo alle lotte sociali e di classe.

E’ arrivato il momento in cui i lavoratori, i precari, i disoccupati, gli studenti e i pensionati  scelgano da che parte stare , in gioco oggi più che mai c’è il passaggio a una società di barbarie o a una società senza più classi e sfruttamento, la variabile dipende solo da noi.

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