IL SOGNO DI ANTONIO…

IL  giornale  “IL FATTO QUIOTIDIANO” del 23 settembre ha lasciato un ampio spazio al sogno di Antonio,  Padoa- schioppa.      Al fatto quotidiano, piace questo tipo di sogno perché da buon difensori della democrazia borghese (il forte che comanda sul debole) vorrebbero che il sistema funzionasse onestamente.

che Cosa ha sognato il nostro Antonio?

Da buon borghese ha sognato un mondo capitalistico perfetto, dove tutti insieme, ricchi e poveri, potenti e cittadini comuni, devono avere a cuore il bene del paese e fare i sacrifici tutti quanti.

Come? E qui viene il bello.

Secondo Antonio, si possono recuperare i 120 miliardi di evasione fiscale con delle dovute misure contro i furbi e gli autonomi( non cita mai il grande capitale)  e con quelle rilanciare l’ Italia abbassando le aliquote irpef  per tutti, investire in opere strategiche e ridurre il debito.

Questo però secondo Antonio non basta. La cura definitiva per la salvezza del paese richiede un innalzamento rapido dell’ età pensionabile, pagamento ticket sanitari per tutti, riduzione della spesa pubblica e aumento  delle ore lavorate a parità di stipendio.

 Siccome il sogno di Antonio è bello vede anche una modesta imposta   patrimoniale per il 10% dei ricchi, ma solo una tantum;  per gli altri ricchi sopra una certa soglia una patrimoniale stabile e poi il ripristino dell’ imposta sulla prima casa.

Questo, secondo Antonio, fornirebbe i mezzi sia per risanare il debito sia per investire.

  Quando sta per finire il sogno, Antonio, si ricorda anche che è necessario estirpare la mafia che soprattutto al sud (non al nord?) paralizza gli investimenti. Sogna anche di parlare al parlamento e chiedere: che quando la casa brucia tutti devono dare una mano.

Antonio, da buon borghese, non vede altri mezzi per “risolvere” l’ attuale crisi se non quello di attaccare la classe operaia e i lavoratori, naturalmente lo vuole fare  in modo equo (non allo stesso modo dell’ attuale governo mafioso) e pensa di  poter “risolvere” la crisi sistemica, mettendo tutti nella stessa barca, produttori delle ricchezza e appropriatori di profitto altrui, operai senza più diritti e padroni che vogliono il sangue dello sfruttamento.

Cerca di difendere il suo sistema capitalistico che gli permette di vivere parassitando sul lavoro operaio e pensa che con un diverso governo questo potrebbe realizzarsi.

Lasciamogli vivere la sua illusione di borghese sognando, perché noi siamo sicuri che avrà un brusco risveglio quando le masse proletarie si metteranno in moto.

Noi, a differenza del “nostro” Antonio,  viviamo  il nostro sogno proletario, che cammina con la crisi, quello di eliminare e di abbattere, una volta per sempre, la causa che crea le ingiustizie: il sistema economico-sociale borghese che si chiama capitalismo.

 Il nostro sogno, che oggi è già in cammino, è  di instaurare quella società degli eguali che permette  di liberare, finalmente, l’ intera umanità dalla fame e dalla schiavitù salariale, quella società si chiama : COMUNISMO.

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