IL SILENZIO CHE UCCIDE!

Un operaio di 40 anni, nativo di Atripalda (AV) che lavorava alla fiat di Pratola Serra (AV), si è ucciso, impiccandosi. Le ragioni di un simile gesto,sicuramente sbagliato, sono varie e personali, ma sicuramente quello che può aver inciso di più su una scelta così drammatica, è la cassa integrazione che in quella realtà produttiva è di tre settimane al mese.

La morte di questo giovane operaio quarant’enne,che lavorava alla produzione dei motori da 16 anni, è passata nel più assoluto silenzio dei mass-media, tanto un operaio non fa mai notizia, fa notizia solo il bunga-bunga e la cricca affaristica  dei politici e dei corrotti. Gli operai vengono nominati solo come numeri negli infortuni sul lavoro con tre morti al giorno, eppure sono quelli che producono la ricchezza in tutto il mondo capitalistico, che serve ad arricchire i parassiti  di tutte le risme, ma mai chi quella ricchezza l’ ha  prodotta: gli operai stessi.

Gli operai, e i lavoratori , devono accontentarsi di lavorare una settimana al mese, ed essere anche felici di prendere 900€ al mese, e con quelli mantenere famiglia, pagare le tasse e tutte le spese che i vari parassiti politici gli appioppano mentre loro scialacquano nell’ agiatezza.

Quello che uccide di più non è la morte fisica,pur nella sua tragicità, ma quella da apatia nell’accettare cassa integrazione e disoccupazione (ricordando che in Europa, con la crisi, i suicidi di lavoratori disoccupati e cassa-integrati sono aumentati del 9% ) nel silenzio più assoluto dei  produttori della ricchezza, senza una rappresentanza che sia in grado di liberare le loro emozioni e dargli una prospettiva del futuro: una società senza classi.

Anche  a partire da queste considerazioni, di cui avremmo fatto volentieri a meno perché a noi piace la vita, i lavoratori devono prendere coscienza che è necessario ribaltare il presente per  costruire l’avvenire, individuando il nemico, che crea tale condizione di non lavoro e di miseria,  nei padroni e nel governo che li rappresenta e non nei proletari stranieri  del mondo.

Prendiamo esempio da quello che sta avvenendo nel nord africa dove le masse stanno pagando un alto tributo di morti per costruire un futuro migliore anche per i proletari d’ occidente.

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