COOPERATIVE: IL CONNUBIO PERFETTO TRA MAFIA, POLITICA, E PADRONI.

Proviamo nel nostro piccolo a dare un contributo alle lotte che negli ultimi mesi si stanno sviluppando nel settore delle coop. all’interno della logistica in Lombardia, partendo da una breve analisi generale sul sistema coop. fino ad arrivare alle lotte in corso.

Il sistema delle cooperative

Le cooperative nate oltre un secolo fa come strumento di difesa economica per i lavoratori, sono oggi state trasformate dal capitale in uno strumento all’avanguardia per lo sfruttamento dei lavoratori e il riciclaggio di soldi sporchi da parte delle mafie.

Il sistema delle cooperative è diffuso ormai in ogni settore lavorativo, dalla logistica ai servizi fino alla produzione di fabbrica; il meccanismo col quale si diffondono è molto semplice quanto perverso: esse nascono e lavorano per un po’ di tempo, falliscono (per non pagare tasse, stipendi, tfr, ecc.) e rinascono il giorno dopo con un nome diverso ma con lo stesso proprietario. La tipologia dei padroni di queste cooperative solitamente può essere divisa in tre: padroni, ex sindacalisti o politici e organizzazioni mafiose ( il caso più eclatante è l’ortomercato di Milano).

La conseguenza diretta delle condizioni di lavoro esistenti all’interno di questi luoghi dello sfruttamento, si ripercuote in maniera forte su lavoratori/ici: i diritti più basilari sono soppressi da una politica aziendale repressiva, ci sono turni di lavoro di 12-13-14 ore, spesso vengono detratte decine di ore di straordinario dallo stipendio, il lavoro è sottoposto al cottimo con ritmi  massacranti e sono tantissimi i casi in cui le aziende falliscono e i lavoratori rimangono senza TFR o mesi di stipendi non pagati, ovviamente gli stessi datori di lavoro chiudono e riaprono altre cooperative indisturbati. La repressione verso i lavoratori che si ribellano è dura, vengono de-mansionati o spostati per punizione a svolgere lavori pericolosi, oppure, vengono sospesi o licenziati.

Le lotte

Due anni fa è nato il coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative che sta portando avanti numerose vertenze all’interno del settore delle coop. della logistica.

Al coordinamento partecipano, oltre ai lavoratori e alle lavoratrici, realtà auto-organizzate, singoli lavoratori/ici e il S.I. Cobas che porta avanti le vertenze sul piano sindacale.

Da quando ha iniziato il suo intervento con la vertenza positiva al magazzino Bennet di Origgio e diversi altri risultati vincenti in altre coop., il coordinamento e i lavoratori continuano ad aprire fronti in tanti altri magazzini nei quali operano le coop. della logistica. La forza principale che ha portato e sta portando a questi importanti risultati, sta nell’avere coniugato l’intervento sindacale con quello politico e soprattutto nel principio di autorganizzazione diretta senza nessun tipo di delega, che fin dall’inizio il coord. e i lavoratori si sono dati.

Gli ingenti numeri di poliziotti e carabinieri che questura e padroni schierano a guardia delle coop. ci confermano come la lotta autorganizzata, soprattutto se vincente, sia incisiva e faccia paura. In più di un caso le forze di Polizia hanno cercato di reprimere con violente cariche e denunce gli scioperi e i picchetti.

Il caso simbolo del connubio tra padroni e forze repressive l’abbiamo visto alla GLS di Cerro al Lambro dove per 40 giorni 24 ore su 24 una cinquantina tra Polizia e Carabinieri hanno presidiato il magazzino come un esercito privato a disposizione dei padroni.

Un altro fronte contro lo sfruttamento e i licenziamenti è quello aperto dai/le lavoratori/ici della coop. Alfa in appalto alla Corena di Nerviano. Qui i/le lavoratori/ici stanno lottando da sette mesi contro il piano dell’azienda, che li ha licenziati il 31 dicembre in quanto “troppo garantiti e sindacalizzati” per sostituirli con altri più ricattabili e con salari ancora più bassi.

Per questo i lavoratori e le lavoratrici dal 27 dicembre stanno occupando il magazzino.

La situazione attuale

Oggi ci troviamo di fronte a diverse lotte all’interno delle coop. della logistica, le principali e più attive in questo momento sono quelle alla coop. CLO magazzino Billa di Lacchiarella nel quale i lavoratori rivendicano migliori condizioni di lavoro, alla coop. Papavero all’interno della GlS di Cerro al Lambro nel quale nonostante i 16 licenziati abbiano vinto la causa che ordina il reintegro immediato sul posto di lavoro la coop. ha deciso di usare il metodo fiat stipendiandoli senza farli rientrare sul posto di lavoro, alla coop. Alfa di Nerviano in lotta contro i licenziamenti.

Noi da tempo stiamo partecipando portando il nostro piccolo contributo alle lotte del coord. e a quella della Corena di Nerviano, crediamo che sia necessario che queste vertenze riescano a trovare un punto di sintesi comune per rafforzarsi reciprocamente, per tentare di mettere in discussione in maniera concreta il sistema di sfruttamento rappresentato dalle coop. e per dare un segnale forte e concreto a tutti i settori di classe in lotta, smascherando chi all’interno dei sindacati confederali tende a far spegnere o a isolare le singole vertenze e dimostrando che le lotte si possono vincere attraverso l’unità e l’autorganizzazione.

Questo è un piccolo contributo che come compagni/e abbiamo voluto dare per diffondere ulteriormente le importanti lotte delle coop. e per lavorare al collegamento delle vertenze in corso.

Nel frattempo noi non possiamo che continuare la lotta di ogni giorno schierandoci attivamente  al fianco di tutti quei lavoratori che scendono in lotta a difesa delle proprie condizioni di vita e di lavoro.

5 pensieri su “COOPERATIVE: IL CONNUBIO PERFETTO TRA MAFIA, POLITICA, E PADRONI.

  1. anch’io sono stata licenziata per cessata attivita’della cooperativa per la quale lavoravo….e ora ha riaperto con un altro nome.dove posso rivilgermi per far si che paghino….

  2. Really instructive and fantastic complex body part of content material , now that’s user pleasant (:.

  3. Lavoro all’interno di una cooperativa di trasporti, dove alcuni soci sono privilegiati rispetto ad altri, molto privilegiati. Secondo Voi è giusto questo? ne varrebbe la pena di lottare per una giusta equità? E se si, in che modo?

    Ciao

  4. Ciao Giorgio, questo oltre ad altri problemi sono diffusi all’interno di questo perverso mondo delle ocoperative. Non è giusto quello che dici te,come no nè giusto tutto il sistema delle cooperative odierne.

    Vale la pena lottare e anche molto, adimostrarcelo è l’esperienza non facile , perchè a volte si perde, che stanno portando aventi i lavoratori di moltisiime cooperative a Milano e in Lombardia.
    Se vuoi approfondire l’esperienza e avere un confronto su come lottare contattaci tramite la mail. lasciloria@yahoo.it.

    Ciao.

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