DA NERVIANO A CERRO AL LAMBRO: UNITI SI VINCE!

Sabato 13 Novembre circa 200 persone hanno partecipato al corteo promosso contro i licenziamenti dai lavoratori e dalle lavoratrici della coop. Alfa in appalto al magazzino di logistica Corena a Nerviano.

Il corteo al quale hanno partecipato compagni/e, lavoratori e lavoratrici e una numerosa rappresentanza del coordinamento a sostegno delle lotte nelle cooperative, è stato per noi positivo, in quanto è riuscito a portare la vertenza in atto a conoscenza del territorio e a costruire un collegamento tra i lavoratori/ici della coop. Alfa e il coordinamento che racchiude numerose coop., realtà sindacali/politiche autorganizzate e singoli lavoratori.

In particolare è stata significativa la presenza dei 15 lavoratori licenziati, per aver scioperato, dalla coop. Papavero alla GLS di Cerro Al Lambro, il cui artefice dell’infame operazione di licenziamento è lo stesso Angelucci, che da qualche mese è entrato in scena nella coop. Alfa portando avanti in maniera anche provocatoria il piano di licenziamenti.

La vertenza in corso dimostra ancora una volta come nell’attuale fase di crisi economica i padroni stiano portando avanti un attacco forte ai diritti e ai salari di lavoratori e lavoratrici. E’ infatti evidente che l’obbiettivo della Parrini, l’azienda committente che ha appaltato il lavoro alle varie coop., sia quello di spostare le commesse in altri magazzini, in particolare a Corbetta, dove le condizioni di lavoro sono più vantaggiose per l’azienda, in sostanza dove i salari sono da fame e i diritti basilari inesistenti.

Nelle prossime settimane seguiremo in maniera attiva la vertenza all’interno della Corena, sostenendo e partecipando a tutte le iniziative di lotta che i lavoratori metteranno in campo, così come saremo al fianco dei 15 lavoratori licenziati a Cerro al Lambro dalla coop. Papavero e alla lotta dei lavoratori della coop. CLO in appalto alla Billa di Lachiarella.

Breve storia sui fatti recenti all’interno dellaCorena:

Quando gli appalti diventano sub, del sub, del sub,del subappalto, facendo pagare i costi a chi lavora!

I lavoratori della coop ALFA di Nerviano dopo la lunga battaglia sindacale per il riconoscimento delle proprie condizioni retributive e normative, condotta nel dicembre 2009 e conclusasi con un accordo sindacale il 10 dicembre ’09, tra la società Corena srl, appaltante del servizio resa della committenza Parrini spa, ed il sub-appaltante coop. Alfa pensavano di stare tranquilli.                     In quell’accordo parte dei lavoratori accettarono l’inquadramento da dipendenti a soci lavoratori con la garanzia di Corena che la coop. Alfa sarebbe stata realmente seria, sia nei pagamenti che nel rispetto dei diritti dei soci e delle norme previste dal ccnl trasporti e logistica, a differenza delle precedenti sub-appaltanti.           Nonostante le lavoratrici ed i lavoratori dell’appalto abbiano dimostrato tutta la propria professionalità e disponibilità, recuperando tutto il lavoro arretrato, a maggio 2010 la coop. Alfa è tornata a minacciare i lavoratori pretendendo altri sacrifici con l’obbligo di utilizzo spropositato del monte ore straordinari, ritardando il pagamento di stipendi e 14° nonostante le garanzie nell’accordo di gennaio.                                                                            A quel punto le OO.SS. hanno convocato un tavolo congiunto invitando sia Corena srl che Coop. Alfa per chiarire la situazione, ma Corena che impose gli incontri separati non volendo al tavolo la coop. Alfa, il 28 giugno comunicava che, nonostante fosse stato omesso all’atto dell’accordo, esisteva un soggetto subappaltante intermedio tra Corena ed ALFA, cioè SA.GA. srl a cui di fatto a dicembre 2009 aveva subappaltato l’appalto Parrini, all’insaputa delle OO.SS. Lo stesso giorno, ovviamente su tavolo separato, il sig. Angelucci neo-referente per la coop. Alfa, afferma che la garanzia degli stipendi è legata alla produzione di 7,5 milioni di copie mensili, fattibile solo con utilizzo continuo e spropositato di lavoro straordinario obbligatorio. In alternativa chiede di licenziare tutti i lavoratori, farli iscrivere nelle liste di mobilità e riassumerli, usufruendo così degli sgravi fiscali. In oltre, afferma che SA.GA. srl ha subappaltato il servizio al consorzio Geslog, a cui ha aderito la coop. Alfa consorziandosi senza alcuna formale interpellanza da parte del c.d.a. ai propri soci lavoratori, a cui non è data neppure la facoltà decisionale prevista dal rapporto mutualistico che regola la differenza tra soci lavoratori e dipendenti subordinati.                Date le gravi scorrettezze da pseudo imprenditori e venendo a conoscenza dell’ennesimo subappalto effettuato all’esterno di ogni regola e forma di correttezza, lavoratrici e lavoratori dichiarano lo stato di agitazione in attesa di avere allo stesso tavolo Corena ed Alfa. Il 22 luglio il sig. Angelucci davanti alle OO.SS., qualificandosi in quell’occasione come rappresentante del consorzio GESLOG, afferma che non essendoci più i numeri per il raggiungimento dei 7,5 milioni di copie mensili, propone la cassa integrazione in deroga a rotazione, e rendere variabile una parte dello stipendio dei lavoratori alla variazione produttiva.                                                  Le OO.SS., sentite le ennesime incoerenti richieste dell’Angelucci e ritenendo anomalo il cambio di casacca dello stesso, abbandonavano il tavolo ritenendo del tutto non rappresentativo il consorzio GESLOG in quanto: nessuna comunicazione aveva di fatto confermato il passaggio di appalto tra Corena srl e SAGA, né tanto meno si riteneva legittimo il passaggio al consorzio GESLOG, ribadendo che l’interlocutore rimaneva la soc. CORENA firmataria e garante dell’accordo siglato nel dicembre 2009.                               A quel punto l’Angelucci minacciava il mancato pagamento dello stipendio di Luglio se le OO.SS. non avessero firmato la cassa integrazione in deroga, sostenendo che l’avrebbero fatta anche senza il consenso delle stesse.                                                             

LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI RITENGONO CHE LE PIRAMIDI AZIENDALI FATTE DA SUBAPPALTI DI SUBAPPALTI, NON FANNO ALTRO CHE AUMENTARE LO SPERPERO DI DENARO METTENDO A LORO CARICO I COSTI AGGIUNTIVI RIEMPIONO LE TASCHE DEGLI INTERMEDIARI. NON HANNO INTENZIONE DI PIEGARSI A RICATTI E PROPOSTE OSCENE DA IMPRENDITORIA DA TERZO MONDO E RIBADISCONO LURGENZA DI UN TAVOLO COMUNE TRA TUTTI I SOGGETTI REALMENTE ATTIVI NELLA PRODUZIONE DELLAPPALTO, SENZA DANNOSE CORDATE DI INUTILI INTERMEDIARI DEL LORO SUDORE.

Lavoratrici e Lavoratori appalto Corena srl – Parrini & c. di Nerviano.

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